…E ancora fotografia e matrimonio

Proseguendo con la rubrica “La parola agli Esperti”, continua la nostra indagine tra i professionisti della fotografia e la loro esperienza nei servizi per matrimonio.
E’ la volta di Stefano Niccolai, titolare dello studio fotografico Arte Studio, di Pontedera (Pi).
Leggete un po’ cosa ha risposto alle nostre domande

Le tendenze 2016 nel tuo settore

La tendenza per il 2016 è un genere di fotografia stile giornalistico di derivazione americana. Foto naturali non ricercate, istintive e semplici, a mio avviso foto tremendamente brutte!!!!

 

In questi ultimi anni cosa pensi sia cambiato nello svolgimento di un servizio fotografico per matrimonio?

E’ cambiato moltissimo e questo è dovuto alla diffusione delle immagini sul web e soprattutto sui social-media, e alla facilità con cui si può realizzare una foto. Le cose sono ben diverse quando si tratta di fare delle foto su commissione. La foto per un matrimonio non si improvvisa, e niente è dato al caso. La fotografia è tecnicismo e gli strumenti sono indispensabili. Dilaga spesso l’ignoranza, nel senso di non conoscenza di questo lavoro, senza capire che, nonostante le apparenze, è tutt’altro che semplice.

 

Rispetto a un normale servizio fotografico quali sono le esigenze del servizio per matrimonio?

Per quello che mi riguarda la pianificazione in ogni minimo particolare. Niente deve essere sottovalutato e la collaborazione degli sposi è fondamentale. Devo capire chi mi trovo davanti, cosa desiderano e fornirgli il servizio più adatto a loro

In che modo crei le pose da fotografare in un matrimonio? Come far assumere agli sposi quelle posture che caratterizzano i momenti chiave della cerimonia?

Le pose e le posture si possono proporre e, come si fa con qualsiasi soggetto, si possono indicare, ma mai imporre agli sposi una posa. Non abbiamo a che fare con dei modelli, che in virtù del loro lavoro sanno subito come mettersi in posa. Il matrimonio da questo punto di vista rende le cose molto difficili ma, d’altro canto, ritengo che la spontaneità negli sguardi e negli atteggiamenti sia la cosa migliore.

 

Quattro pose che non possono mai mancare in un matrimonio

Le pose che non devono mai mancare in un matrimonio sono le foto in casa, gli anelli, le firme, la torta, l’uscita dalla chiesa con il riso, le foto con gli amici e i parenti e poi ce ne sono altre a seconda delle circostanze.

 

Come instauri la relazione con gli sposi? Quanti appuntamenti fai con le coppie?

Tutti quelli che servono. Ci sono situazioni in cui gli sposi li conosco la prima volta il giorno del matrimonio, in altre è un susseguirsi di incontri. Esiste una via di mezzo ed è quella che propongo maggiormente.

Che informazione ritieni utile conoscere prima di un matrimonio? Ci sono delle domande chiave da fare agli sposi?

Se c’è la possibilità di parlare molto tempo prima di solito suggerisco agli sposi di sposarsi il pomeriggio, in quanto ho molto più tempo a disposizione da dedicare alle foto, e gli sposi sono anche meno stressati dai tempi che nelle cerimonie del mattino sono sempre ristretti.

Ti è mai capitato un matrimonio tra sposi stranieri o un servizio fotografico all’estero? Per questi usi un differente approccio o il matrimonio è uguale ovunque e per tutti?

Si mi è capitato diverse volte di realizzare un matrimonio con stranieri ma celebrato in Italia. Diciamo che lo shooting è completamente diverso, perché le abitudini e le usanze sono diverse. La forma è importantissima e l’approccio alle foto deve essere molto discreto e professionale. Il fotografo all’estero appartiene ad una categoria inquadrata tra le professioni più autorevoli, dove anche il prezzo è commisurato alla reale posizione professionale. In Italia purtroppo con le disposizioni Bersani e successive, la professione non è più vincolata a quei presupposti obbligatori che erano necessari per intraprendere l’attività, e questo ha determinato un abbassamento sia del livello qualitativo sia del prezzo.

Quali sono i tuoi preparativi prima di andare ad un matrimonio? Hai un rituale?

Praticamente incomincio una settimana prima a prepararmi. Visito la location e controllo la luce alla stessa ora fissata per il giorno delle nozze, e se il tempo è incerto ho sempre un piano di riserva. Poi controllo e ricontrollo tutta l’attrezzatura, macchine, obiettivi, batterie, tutto deve rispondere alla perfezione. Porto con me il doppio di tutto, anche le schede di memoria sono due e lavorano in copia. Praticamente la registrazione è doppia. Tutte queste cose che nessuno sa, costano tantissimo per la riuscita di un matrimonio, oltre a mettere a dura prova l’attrezzatura. Poi bisogna cercare anche di fare delle buone e belle foto, o di raggiungere a seconda delle circostanze un compromessosoddisfacente. Insomma fare fotografia è un lavoro complesso

Tra i matrimoni che hai fotografato c’è qualcuno che porti nel cuore?

Si, ce ne sono di matrimoni che mi sono rimasti nel cuore, e sono quelli dove ho potuto lavorare con più linearità. Il segreto di un buon servizio fotografico sta nella preparazione e condivisione dell’evento con gli sposi. Le belle foto nascono così, con l’attenzione e la partecipazione degli sposi; e poi un altro aspetto da non sottovalutare è che il trucco e l’acconciatura vanno verificati in foto, ma questo non lo fa nessuno. Il più delle volte quando la sposa si rivede nelle foto, scopre che il trucco seppur bellissimo non è adatto al suo volto, per non parlare dell’acconciatura, davvero inappropriata. Inconvenienti facilmente risolvibili se le spose facessero anche la “prova fotografo”. Vedersi in fotografia non è come vedersi allo specchio. Le foto purtroppo non perdonano.

 

Raccontaci una richiesta particolare o stravagante ricevuta dai tuoi clienti

Di richieste particolare quando si realizza un matrimonio ce ne sono tante, praticamente ogni matrimonio è diverso dall’altro.

 

E un aneddoto divertente accaduto in occasione dello svolgimento della tua professione?

Una volta mi è capitato di fare delle foto al mare ad una sposa immersa in acqua fino sopra alle ginocchia. Lo sposo però non si è mosso di un millimetro. Insomma più che una richiesta particolare si è trattato di una bella circostanza fotografica.

 

In un settore così concorrenziale cosa pensi possa distinguerti dagli altri?

Non so cosa possa fare la differenza in un settore senza regole. Oggi in presenza delle nuove forme di comunicazione, spesso si dimentica l’aspetto più bello della fotografia e cioè la stampa delle foto. Il mondo di internet ignora questo aspetto fondamentale dove la fotografia è la massima espressione. Dalla stampa si vede e si riconosce il lavoro dietro lo scatto, ma oggi questo aspetto è sempre più ignorato, a favore del prezzo che è un deterrente sempre in primo piano. Ritengo che saper comunicare resti uno dei fattori più importanti che possa far la differenza tra le professioni. Saper lavorare è importante, ma saper comunicare lo è ancora di più. La direzione da seguire potrebbe essere unire più realtà imprenditoriali, ognuno per il proprio settore, e insieme affrontare con più forza le nuove sfide. Essere piccoli nella propria unicità può essere anche bello, ma rimanere piccoli in un mercato globale è poco utile e men che meno produttivo.

 

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